Articoli: 34
Commenti: 0

.........................................

Calendario

ARCHIVIO

July 2010
June 2010
May 2010
April 2010
February 2010
July 2009
June 2009
May 2009
January 2009
December 2008
October 2008
July 2008
June 2008
May 2008
April 2008
March 2008
November 2007
October 2007
August 2007
May 2007
April 2007

Consulta

Per data

Per categoria

XML

Archives: July 2010

Tue Jul 06, 2010

PASSEGGIATA IN BICICLETTA

Associazione Pachinese Anticrimine



15^ edizione della PASSEGGIATA IN BICICLETTA


DOMENICA 25 LUGLIO 2010
ore 17.30 – 18.00
P.zza VITTORIO EMANUELE - Pachino

(Manifestazione in memoria della strage di via D’Amelio e delle vittime di mafia)

Percorso:
PARTENZA (ore 18.00) dalla P.zza V. Emanuele II verso via Anita, via P. Nenni, str. Pachino - Portopalo, str. Pachino-Morghella, str. Morghella-Marzamemi, via Marzamemi, pausa e rinfresco presso la p.zza R. Margherita, offerto dai bar “CIALOMA”, “BALATA” e “IL MASCHERONE”.
*Marzamemi, str. Marzamemi-Pachino, v.le A. Moro, via e p.zza Indipendenza, via Garibaldi e p.zza V. Emanuele (verso le 19.45 circa).

*Numero chiuso di partecipanti: n. 200 - Quota di partecipazione: € 3.00 a testa
Diritto per ogni partecipante di una MAGLIETTA e di un CAPPELLINO.

ISCRIZIONE presso i bar “CIALOMA” , “BALATA” e “IL MASCHERONE” di Marzamemi .
A PACHINO presso: “OLIMPIA SPORT “ di via XXV Luglio 45 e v.le A. Moro; Abbigl. “CAMMISULI” di via Fr. Garrano 37; Pelletteria “DELIZIA” di via Garibaldi 41; “TRE ANELLI“, c.so N. Costa 86; biciclette TROMBATORE Sebastiano di via Pascoli 9; TOYS SHOP: via Mazzini 35.
A Portopalo, presso cartolibreria CAMPISI ADRIANA, via V. Emanuele 124
Inoltre, presso la p.zza V. EMANUELE: Domenica 25 Luglio, dalle 17.00 alle 18.00


Un buon successo per il 18° anniversario

Diciottesimo anniversario dell’APAC, 4 Luglio 2010

A nome dell’Associazione Pachinese anticrimine APAC, saluto tutti voi, che ci onorate della vostra presenza in questo giorno così importante, in cui ricordiamo il diciottesimo anniversario della nostra costituzione.
Saluto tutti i soci e i cittadini di Pachino, l’artista Alfio Patti che ci presenterà a modo suo (da bravo cantastorie) il problema della legalità e della mafia, il Vicesindaco di Pachino Gino Sorbera, i rappresentanti di alcune associazioni di volontariato, quali l’Avis, la Dante Alighieri, la Misericordia, il Coordinamento per l’Immigrazione, la Fidapa.
Le istituzioni e le autorità a livello provinciale e comunale sono rappresentate da:
il nuovo Dirigente del locale commissariato di P.S., dr. Giancarlo Consoli, al quale, oltre ai saluti, auguro un buon lavoro a Pachino sperando che possa ottenere dei buoni risultati anche attraverso la collaborazione dei cittadini. Il dr. Consoli, oltre che a nome personale, è presente in quanto è stato delegato dal Questore di Siracusa. Un saluto e un ringraziamento al maresciallo dei carabinieri Macauda, al vice-comandante della Guardia di finanza di Pachino, maresc. Lombardo –che ha dovuto andare via per imprevisti problemi familiari- sostituito dal brigadiere Quartarone.
Un saluto e un ringraziamento al sostituto procuratore , dr. Antonino Nicastro, e all’assessore provinciale per lo sviluppo economico, Domenico (Nicky) Paci, a nome dell’on. Bono.
Un caro saluto al coordinatore provinciale antiracket nonché presidente dell’associazione di Palazzolo, Paolo Caligiore; al presidente dell’associazione di Siracusa, Giuseppe Barreca e al presidente dell’associazione di Patti (ME).
Per quanto riguarda i parlamentari, abbiamo ricevuto una lettera di auguri da parte dell’on. Vinciullo che ringraziamo.
Grazie alla Banca di credito cooperativo per averci dato l’opportunità di usufruire della sua sala di via Libertà.
Un particolare saluto lo voglio formulare ai protagonisti principali dell’evento: al presidente nazionale delle associazioni antiracket in Italia appartenenti alla federazione FAI, Pippo Scandurra, e all’on. FABIO GRANATA, vice presidente della Commissione nazionale antimafia, amico da sempre delle nostre associazioni già dalla loro nascita.

Diciotto anni. Qualcuno ha detto, scherzando: “Siamo maggiorenni”.
Già, siamo maggiorenni. Ma noi sappiamo che ci sono tanti maggiorenni che ancora non meriterebbero di esserlo.
Noi speriamo invece di aver dimostrato, in questi anni, maturità, costanza, spirito di servizio, determinazione.
Eppure, nonostante i nostri sforzi, a volte ci chiediamo: “Abbiamo saputo scalfire la società per renderla più vicina alla legalità ?”
Non lo so.
So soltanto che i tempi sono molto difficili e preoccupanti, frutti spesso non riusciamo a vederne molti, per cui ho paura che saremo chiamati a resistere ancora per parecchi anni e a dare la nostra piccola ma importante testimonianza soprattutto alle nuove generazioni, che hanno bisogno di esempi costruttivi e solidali, mentre spesso vengono sommersi da una società violenta, discriminante, illegale, disonesta, ingiusta e corrotta.
Termino qui anche perché la relazione ufficiale dell’Apac non la devo fare io, ma il dr. Franco Lao a cui passo la parola.
Speriamo che le sue parole possano diventare strumento di riflessione e di rinnovata volontà a continuare.

SINTESI SERATA:
Dopo i miei saluti, di fronte ad una sala piena, legge la sua relazione Franco Lao, che ha tracciato il percorso di questi anni, ricordando i primi anni, i tempi in cui vivevamo e viviamo, i successi ottenuti ma anche la strada da fare ancora e i nuovi rischi di oggi, ecc. Si susseguono gli interventi del Vicesindaco Sorbera, che –tra l’altro dichiara la costituzione di parte civile del Comune contro i bulli che hanno picchiato i giornalisti e il poliziotto a Marzamemi- della prof.ssa Giuseppina Ignaccolo (vicepresidente del Consorzio universitario Archimede e socio fondatore dell’Apac), del Coordinatore provinciale Paolo Caligiore (che sottolinea le difficoltà dell’associazionismo antiracket e la necessità di un maggior coinvolgimento degli enti locali [Comune e provincia]), dell’assessore provinciale Paci (che sollecita le banche ad una maggiore elasticità di fronte a dei progetti promettenti), del nuovo Dirigente della PS, del dr. Nicastro, che sottolinea le difficoltà attuali della magistratura, da un lato per gli attacchi di cui è soggetta, per l’organico sempre più ridimensionato e per il pericolo che rischierebbe la legge sull’intercettazione –se dovesse essere approvata- in quanto bloccherebbe in gran parte l’impianto investigativo.
Il presidente nazionale Scandurra ricorda come l’APAC sia stata tra le primissime associazioni antiracket in Italia e come i responsabili delle associazioni portino avanti “col cuore” i casi di cui si occupano. Anche lui affronta il problema delle banche, che firmano protocolli di intesa con le istituzioni, i quali però rimangono inevasi. Augura che il protocollo di intesa Apac – Comune possa essere esecutivo soprattutto nelle costituzioni di parte civile comuni. Ricorda come il compito principale dell’associazionismo antiracket sia quello di sollecitare alla denunzia e di accompagnare le vittime per tutto il percorso processuale, Ricorda altresì come i rapporti istituzionali anche con il Ministero siano molto buoni, ma questo non può essere motivo di silenzio di fronte a evidenti anomalie, quali il continuo attacco alla Magistratura (che rende sfiduciato il cittadino) o il disegno di legge sulle intercettazioni, che favorirebbe la criminalità, e altro.
L’on. Granata conclude ribadendo il suo no fermo alle normative sulle intercettazioni, in quanto la legalità non è di destra né di sinistra, ma deve essere punto primario di ogni governo. Il suddetto disegno di legge percorre la strada opposta.
Ricorda la legge regionale 20, che è stata formulata con l’intervento diretto delle associazioni (tra cui quella di Pachino) e ritiene che sia anche merito delle associazioni –che hanno lavorato in silenzio tra la gente- il fatto che in Sicilia si registra un modo nuovo di concepire il reato, la mafia, le forze dell’ordine, l’arresto di un boss, visto ormai come delinquente e non più come un “eroe”.

Dopo il rinfresco, Alfio Patti –l’aedo dell’Etna, come egli stesso si definisce- si è esibito con lo spettacolo “La Giustizia e il sonno”, cunti e canti di Sicilia. Con un interessante percorso fatto di parole, di poesie e di canti, la mafia vien vista come conseguenza naturale di una mentalità atavica, che rende gli uomini sottomessi ai signori e le donne sottomesse ai propri uomini, che bisognerà estirpare perché vi sia un vero riscatto culturale e sociale.
Nino Gullotta



 

Appuntamenti
Eventi
Iniziative
Notizie ai soci
Sportello antiracket